Hanno detto di noi…                                                                                                                     

 

 

“FonTeatro”

Ecco il nome della compagnia teatrale che a Fonte è nata e ci ha presentato l’11 e il 12 gennaio la commedia in 3 atti di Gino Rocca:  "Sior Tita paron"

Titolo che si presta a queste interpretazioni:

> una, premettendo il luogo di origine Fonte a teatro usando un sincretismo,

> l'altra esprimendo nel vecchio dialetto rustico del luogo fon (= facciamo) teatro.

Fonte Teatro – oppure – facciamo Teatro: …a chi legge, la scelta.

Questo nome ci ha fatto però subito pensare a gente spiritosa, giovane, intelligente che può ben farci divertire.

 

“Sior Tita paron…”

L'intreccio della commedia è noto.

In un paese delle nostre terre venete Tita, fedele servitore, eredita, alla morte del padrone, tutta la proprietà di costui, attirandosi l'invidia e il disprezzo degli altri servitori, un tempo amici, e perde pure l'affetto e la stima di Carlotta alla quale vuole bene.

Ma Tita trova il modo per ristabilire un equilibrio nella tormentata esistenza quotidiana: nomina padroni tutti i servitori, riservando a se stesso il compito di servirli.

Nella difficile situazione che si presenta ognuno però sente il bisogno di tornare vecchio amico per chiedere consiglio, aiuto, sicurezza.

Cosi Tita riavrà in pratica patrimonio e titolo di Tita... “paron”.

 

“La rappresentazione…”

La prima rappresentazione è stata fatta con successo nel comune di Volpago del Montello presso il teatro parrocchiale di Venegazzù, l'8 dicembre 2002 nell’ambito della XXIII° rassegna “Autunno a … teatro  2002”

La commedia brillante, nel gustoso nostro dialetto, è vivacemente sostenuta fino alla fine da situazioni impreviste, da scherzose battute e soprattutto dalla magistrale interpretazione degli attori.

Battimani a scena aperta hanno accolto l'interpretazione di tutti, sottolineando le caratteristiche figure di Nane “radicio”, del cocio Serafin, del fator sior Isepo, della siora Catina con Nineta e, proprio per ultima, della Stropoea.

Dalle diverse sfumature di servo furbo e nuovo padrone è emersa la figura di Tita, come pure dalla grazia e dalla simpatia la servetta Teresina e dal ruolo di sagace fac‑totum della casa l'incomparabile Carlotta.

Questo gruppo di attori, conoscendosi tra loro, hanno saputo attribuirsi i vari personaggi in base alle preferenze e alle caratteristiche proprie per cui l'esecuzione, curata con impegno ed abilità dal regista, e sostenuta da un'evidente passione personale, è stata veramente di buon livello.

La scenografia essenziale, un'unica stanza per i 3 atti, quindi una scena sempre aperta, ha mostrato cura nei particolari e intelligente uso del limitato spazio scenico.

Il breve canto all'inizio, dietro le quinte, a scena vuota, ha messo in giusta tensione d'attesa il pubblico dopo il monologo della sofisticata e frettolosa "contessa", che fa ritorno a Padova.

Infine, il fatto che questa compagnia tanto eterogenea, spinta soltanto da vera comune passione per il teatro e da caparbio impegno, senza insegnanti specializzati, né mezzi tecnici particolari, né fondi... dimostra che quando veramente si desidera "fare qualche cosa di bello e di buono" per la comunità e non solo, si riesce, e, tutti ringraziandoli, plaudiamo sinceramente a «tutta» la loro bravura, augurandoci di essere presto allietati da nuove divertenti loro esibizioni.       

                                                                                                                                                   Lisanna Buosi